Aprire un ced: tutto quello che devi sapere

aprire un ced

APRIRE UN CED: BUSINESS IN CRESCITA

Il centro elaborazione dati rappresenta un’ottima opportunità per chi decide di avviare un’attività in proprio. Negli ultimi anni la crescita esponenziale ha permesso a molte persone di sviluppare una professionalità ricercata. Non manca la concorrenza, ma a vedere un grande incremento è anche la domanda, sia da parte dei privati sia dalle aziende. L’attività imprenditoriale intrapresa da chi intende aprire un CED permette di fornire una consulenza fiscale a diversi soggetti e soprattutto un valido supporto alle imprese interessate ad esternalizzare il servizio per risparmiare sui costi approfittando della competenza dei professionisti. Questa motivazione porta molti imprenditori alla scelta dei servizi di consulenza generando una richiesta elevata.

Il CED è un buon modo per avere successo, ma bisogna avere delle competenze. Servono conoscenze in ambito fiscale e capacità nello svolgere la contabilità nelle sue forme più complesse per la redazione di buste paga e pratiche aziendali riferite a bilanci e registrazione delle fatture. Aiuta l’aver maturato esperienza nel settore, prima di decidere di avviare l’impresa. L’esperienza pratica ha lo stesso valore della conoscenza della teoria. Inoltre bisogna sempre essere aggiornati sulle variazioni che intervengono attraverso le norme fiscali. Una volta presa la decisione si devono seguire passaggi specifici e in questo caso il consiglio e il supporto di un commercialista possono essere utili, specialmente per non commettere errori e compiere le operazioni senza ritardi e rischi.

La burocrazia per aprire un CED richiede l’apertura di una partita Iva e la conseguente iscrizione al Registro delle imprese. Tra gli elementi importanti ci sono anche i locali in cui svolgere l’attività e ricevere il pubblico. Eventualmente si può aprire in società o affiliarsi alle organizzazioni che operano nel settore, usufruendo di una collaborazione nel disbrigo delle pratiche e nella comunicazioni con il Fisco per la trasmissione della documentazione inerente le dichiarazioni dei redditi dei clienti, se si amplia il bacino di utenza e soprattutto se si prevede un servizio dedicato. Vanno inoltre decisi i servizi da offrire e quindi al gruppo di persone a cui rivolgersi per promuovere l’attività e proporre la collaborazione.

APRIRE UN CED: COME INIZIARE

Il Centro Elaborazione Dati è un attività con l’obiettivo di fornire servizi, quindi si deve necessariamente effettuare l’iscrizione al registro delle imprese presso la Camera di Commercio, dopo aver ottenuto la partita Iva dall’Agenzia delle Entrate. Le principali attività svolte riguardano differenti servizi, riferibili soprattutto alla trascrizione dei dati. Vanno successivamente inseriti negli elaboratori elettronici e quindi processati ed elaborati al fine di ottenere dei calcoli. Gli ambiti più diffusi e ricercati riguardano la preparazione e la stampa delle fatture o delle buste paga, sia da presentare a privati che ad imprese di varia dimensione.

Molto spesso le aziende necessitano di avere un servizio completo in grado di raccogliere i dati dei dipendenti e di predisporre i cedolini relativi alla retribuzione mensile svolgendo conti secondo le giornate lavorate, i permessi goduti, l’eventuale malattia, le ferie maturate, le detrazioni e i diversi fattori che determinano il salario dei dipendenti. Le scelte da compiere sui diversi servizi offerti vanno nella direzione delle competenze, perché la conoscenza delle norme fiscali e dei principi della contabilità sono necessari. Tuttavia non vengono richiesti titoli di studio specifici oppure profili professionali particolari.

Le persone più indicate per aprire un CED sono i giovani professionisti con una formazione nell’ambito dell’informatica oppure avvocati, commercialista e informatici con nozioni riconducibili all’ambito delle imprese. Molto spesso l’avvio di tale attività vede protagonisti i dipendenti degli studi commerciali oppure con esperienze pregresse nei Centri Elaborazione Dati. Sono coloro che già hanno l’abilità di gestire le operazioni del CED e desiderano mettersi in proprio per poter avere maggiore indipendenza e maggiori possibilità di incrementare il proprio reddito. La strada da percorrere risulterebbe più difficile senza una conoscenza delle diverse regole e delle modalità di lavoro, proprio perché si tratta di compiere passi specifici senza i quali si rischia di incorrere in errori gravi tali da determinare contenziosi tra aziende e dipendenti. Solo con le giuste competenze si è in grado di fornire una consulenza puntuale al cliente, fronteggiando le differenti situazioni che si possono presentare.

L’INVESTIMENTO INIZIALE PER APRIRE UN CED

Avviare un Centro Elaborazione Dati significa investire una somma abbastanza importante, quindi se non si possiede un capitale iniziale di una certa entità è meglio avere uno o più soci, in modo da dividere le spese e quindi affrontare un costo inferiore proprio perché ripartito. Bisogna acquistare elaboratori con software adatti alle funzioni per cui si offre la consulenza alle imprese o ai privati. Non si possono raccogliere i dati senza le attrezzature apposite. La società di capitali per questa ragione risulta essere la forma migliore, soprattutto perché riduce i rischi per i fondatori dell’impresa e in generale per chi entra in società.

Una volta stabilita la ragione sociale dell’impresa, individuale o con soci, si procede con la regolarizzazione, ovvero l’apporto delle quote e la predisposizione e la registrazione degli atti pubblici necessari. Solitamente è opportuno fare riferimento a un notaio, così da avere uno statuto rispettoso delle norme e in grado di regolare al meglio i rapporti tra i soci in caso vi siano più fondatori. Inoltre il professionista si occupa del disbrigo delle pratiche così da agevolare chi vuole aprire un CED. Si richiede la partita Iva e si iscrive la propria impresa alla Camera di Commercio, nell’apposito registro. Tra le spese vanno inoltre considerati i locali, che possono essere acquistati o presi in affitto. Naturalmente il costo varia a seconda della zona e del tipo di immobile e contratto. Ci deve tuttavia essere uno spazio adeguato, sia nel rispetto della legge sia nell’ospitare titolari e dipendenti con gli strumenti necessari.

Prevedendo di ricevere i clienti va tenuta in considerazione la presenza di una stanza di rappresentanza e la vicinanza di un’area di parcheggio facilmente fruibile. Tutti questi fattori determinano la spesa iniziale, oltre alle varie imposte. Chiaramente gli elaboratori e i programmi vengono acquistate in base alla dimensione dell’ufficio e alla mole di lavoro. Si può crescere con il tempo e aumentare le proprie dotazioni.

GLI ADEMPIMENTI PER APRIRE UN CED

Una volta redatto lo statuto dal notaio si deve presentare istanza all’Agenzia delle Entrate per avere la partita Iva, rivolgendosi all’ufficio competente per territorio. Successivamente si procede con l’iscrizione al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio della provincia in cui si svolge l’attività. In entrambi i casi basta compilare la modulistica fornita dagli stessi uffici unitamente alle istruzioni per la compilazione. Si può consultare il commercialista per essere assistiti e non commettere sbagli nella produzione della documentazione necessaria. Va inoltre avanzata na richiesta all’Inps circa la propria posizione, così da portare a termine le procedure previste dalla legge, inclusi gli obblighi previdenziali.

Al termine del disbrigo delle pratiche per aprire un CED si cercano i clienti e, oltre a proporre i servizi e l’assistenza fiscale e contabile, bisogna farsi dare da loro, una volta acquisiti, un’autorizzazione per il trattamento dei dati. Infatti si tratta di gestire informazioni sensibili e si deve garantire a chi si rivolge al Centro Elaborazione Dati il massimo livello di sicurezza. Seguendo le indicazione di legge si preparano moduli da far firmare alla clientela con la chiara indicazione della normativa, delle modalità di trattamento dei dati e del responsabile. La tutela deve essere abbinata all’efficienza del lavoro svolto.

Chiaramente ogni attività deve essere realizzata in modo consono e quindi bisogna avere contratti chiari da stipulare con il cliente, così da ricevere il mandato e da concordare dettagliatamente le funzioni da mettere a disposizione delle imprese o dei privati che si rivolgono al CED. A seconda dei servizi, specialmente per l’ambito fiscale, potrebbero essere necessari ulteriori procedimenti, ma in questo caso si deve verificare in base ai servizi offerti. É molto importante, qualsiasi attività si decida di proporre alla clientela, essere aggiornati sulle leggi e sulle circolari dei ministeri competenti e dell’Agenzia delle Entrate per svolgere i calcoli corretti, prevedendo detrazioni e imposte come imposto dalle normative.

 

  Comments: 2

Commenti

  Commenti: 2

  1. ENRICO SCOTTI


    Buongiorno. Tramite Google mi è uscita la pagina del vostro Studio. Sarei interessato ad un incontro presso una delle vostre sedi per verificare una possibilità di collaborazione. Cordialità, Enrico Scotti

Commenta ora

Confermo di acconsentire al trattamento dei dati personali ai sensi dell'art. 13 del D.Lgs. 196/03 e dell'art. 13 del Regolamento UE 679/16 e di aver preso preso visione dell'informativa privacy.