Aprire un'attività in Portogallo

Il Portogallo, con la sua posizione geografica strategica poiché si trova vicino sia all’America sia agli altri stati europei e all’Asia, l’equo costo del lavoro, il mare, il PIL in crescita e la buona qualità della vita può essere una meta invitante per i giovani imprenditori italiani interessati ad avviare un’azienda all’estero. Per di più un imprenditore straniero ha facile accesso all’ottenimento della cittadinanza portoghese dopo soli 5 – 6 anni di residenza legale. Dunque se vuoi aprire un’attività in Portogallo ecco qui di seguito spiegato passo per passo tutto quello che devi sapere per realizzare il tuo progetto imprenditoriale.

In particolare nello stato portoghese potrai avviare in modo davvero veloce e semplice un’azienda turistica, immobiliare, pubblicitaria, informatica, di comunicazione, di servizi online, di coaching nella moda, nella PNL o nell’alimentazione o di compravendita in beni preziosi. Oppure potresti aprire un’attività di vendita dell’usato, per l’acquisizione di società esistenti, di business low cost, per la produzione di cibi biologici, ecc. Come se non bastasse ti saranno d’aiuto la consulenza e le prestazioni di un bravo Dottor Commercialista esperto nell’avvio d’imprese italiane in campo internazionale così da scoprire le leggi vigenti in Portogallo per aprire un’attività economica.

CHE COSA BISOGNA FARE PER APRIRE UN’ATTIVITA’ IN PORTOGALLO?

Per aprire un’attività in Portogallo, stato che si trova nell’Europa Meridionale e che possiede un’antica storia imperiale incentrata sulla vita sul mare, anzitutto hai bisogno di uno specifico visto per imprenditori immigrati chiamato visto D2 Portugal che consente a chi lo richiede e ai suoi famigliari di risiedere nel paese in modo permanente. Più nello specifico per richiedere e ottenere il visto D2 Portugal l’imprenditore italiano deve presentare un business plan dettagliato e tutte le pratiche burocratiche e amministrative necessarie a uno dei consolati del Portogallo che sono presenti nei principali capoluoghi italiani.

Oltretutto di recente è stato creato il visto per le Startup, un visto dedicato agli imprenditori stranieri in grado di lanciare dei servizi e/o dei beni innovativi, ad esempio a livello tecnologico, artistico e/o sociale, creare lavoro, apportare ricchezza, espandersi velocemente ed anche ottenere un fatturato di 500.000 euro dopo 3 anni dall’avvio della loro impresa. A tal proposito fra tutto quello che devi sapere per aprire un’attività in Portogallo bisogna evidenziare i passaggi e i consigli proposti qui di seguito. In particolare dovrai:

– studiare la cultura e le abitudini dei portoghesi e la concorrenza attraverso delle ricerche di mercato serie. A questo riguardo potresti fare un viaggio turistico sul territorio lusitano, infatti il visto turistico è valido per ben 3 mesi, ed anche sfruttare gli strumenti messi a disposizione da Google per le ricerche di mercato online;
– approfondire il tema inerente a come aprire un’attività in Portogallo collegandoti all’URL https://eportugal.gov.pt/inicio/espaco-empresa per usufruire del servizio pubblico rivolto agli imprenditori che vogliono creare e gestire un’impresa;
– decidere uno fra i diversi settori attualmente più promettenti sul territorio portoghese in cui operare come giovane imprenditore, ad esempio e-commerce, intelligenza artificiale, consulenza ambientale, cosmesi, realtà virtuale, tecnologia applicata all’educazione (Edtech), droni, gestione dei social network, eccetera;
– stabilire la posizione geografica e commerciale più adatta allo sviluppo degli affari della tua azienda;
– trovare lo spazio fisico dove poter lavorare. Al riguardo se da solo o con i tuoi soci non puoi permetterti l’affitto di una proprietà sappi che in Europa è possibile condividere il luogo in cui svolgere la propria attività con dei professionisti provenienti da altre aree lavorative. Si tratta quindi di spazi professionali condivisi comunemente chiamati coworking;
– redigere un business plan approfondito che ti servirà sia per registrare la tua attività economica sia per richiedere dei finanziamenti alle banche e per effettuare uno studio di fattibilità del tuo progetto. In merito a tale piano d’impresa occorre evidenziare che dovrà contenere la tua originale idea imprenditoriale, il nome dell’azienda, il settore in cui operare, la forma giuridica e la tipologia dell’impresa, l’analisi di mercato, lo studio della concorrenza e il target di utenti cui rivolgerti. Inoltre il tuo piano aziendale dovrà anche comprendere i prezzi a cui proporrai i tuoi prodotti e/o servizi, l’ammontare dell’investimento, i debiti, le spese e i costi che probabilmente sosterrai e le entrate e i guadagni che dovresti ottenere entro un certo periodo di tempo, ad esempio 2 o 5 anni, per restare o tornare in attivo. Fra l’altro non avere fretta ma concediti diversi mesi per stendere un business plan realistico e ben fatto.

ALTRI PASSAGGI E CONSIGLI PER APRIRE UN’ATTIVITA’ IN PORTOGALLO

Fra gli altri passaggi e consigli indispensabili per aprire un’attività in Portogallo è necessario evidenziare che dovrai:

– trasferirti nello stato portoghese soltanto dopo aver ottenuto il visto per imprenditori immigrati che avrai richiesto presso uno dei consolati portoghesi presenti in Italia che hanno il compito di rilasciarlo;
– richiedere il permesso di soggiorno una volta raggiunto il Portogallo;
– aprire un conto corrente bancario aziendale sul territorio lusitano;
– rivolgerti all’Empresa Na Hora, cui presentare la tua carta d’identità e il tuo codice fiscale, per definire la forma giuridica dell’azienda e registrarla nel giro di un’ora, indicare il nominativo del tuo contabile aziendale/commercialista e cominciare a lavorare già dopo pochi giorni;
– ricorrere alle strategie pubblicitarie, di comunicazione e di marketing più idonee alla tua azienda sia tradizionali sia contemporanee, ad esempio volantini, radio, social media e social network;
– per ridurre il rischio d’impresa legato al lancio di una startup sconosciuta potresti optare per dei modi alternativi di creare business senza dover partire da zero. Ad esempio potresti acquisire una società esistente o puntare sull’affiliazione commerciale a un marchio già noto (franchising) per collaborare con altri imprenditori oppure sullo spin-off partendo da un’unità preesistente in un’azienda allo scopo di riorganizzarla per renderla più produttiva;
– rivolgerti sia a un Dottor Commercialista sia a un Avvocato per delle consulenze e degli aiuti in ambito legale, fiscale, burocratico, contrattuale e commerciale nel rispetto delle leggi portoghesi onde evitare d’incorrere in pesanti sanzioni penali;
– richiedere l’intermediazione di un mediatore, detto dispatcher, per affrontare al meglio l’iter burocratico.

Aprire un' attività in Portogallo

QUALE DOCUMENTAZIONE SERVE PER APRIRE UN’ATTIVITA’ IN PORTOGALLO?

Per aprire un’attività in Portogallo ti servirà la seguente documentazione:

– il NIF Portugal, ossia il numero d’identificazione fiscale dei residenti nello stato portoghese;
– la registrazione aziendale;
– l’iscrizione alla previdenza sociale;
– la dichiarazione d’inizio attività;
– il certificato di ammissibilità;
– il versamento del capitale sociale;
– la preparazione dell’atto costitutivo della società (Statuto);
– il NIB, cioè il numero di banca necessario per avviare l’impresa del quale di solito si occupa il contabile aziendale/commercialista.

QUALI SONO I COSTI PRINCIPALI PER APRIRE UN’ATTIVITA’ IN PORTOGALLO?

I principali costi da evidenziare per aprire un’attività in Portogallo sono connessi a:

– la registrazione aziendale e la pubblicazione dell’atto costitutivo della società, in media pari a 300 – 360 euro secondo il tipo di attività;
– il capitale sociale da versare;
– le consulenze e le prestazioni del contabile aziendale/commercialista, di un legale, di un mediatore e di altri liberi professionisti;
– i tributi mensili quali ad esempio l’IRC sui profitti, l’imposta municipale Derrama, l’IVA e l’imposta sociale unica sui salari dei dipendenti;
– il canone dell’affitto dei locali in cui stabilire l’azienda;
– le utenze quali Internet, telefono, acqua, elettricità e gas;
– la polizza assicurativa per l’impresa;
– gli stipendi per i dipendenti;
– gli interessi passivi, i canoni e le commissioni da pagare alla banca;
– il rilascio del visto per imprenditori immigrati. In merito a questo considera diverse migliaia di euro;
– le strategie pubblicitarie, di marketing e di comunicazione, eccetera.

Infine fra i consigli per aprire un’attività in Portogallo che abbia successo ricordati di avere molta pazienza, passione, costanza e disciplina e di continuare ad aggiornarti. Inoltre è bene rimarcare che al momento uno dei modi più rapidi per creare un’impresa senza spostarsi è il servizio pubblico online “Constituir Empresa na Hora” che in meno di un’ora permette di costituire una società con pochi passaggi. A questo proposito dovresti collegarti all’URL
https://bde.portaldocidadao.pt/evo/Templates/GeralEO.aspx?NRNODEGUID={0AB79FDE-92FE-4BEF-84CE-962D954F4D59}.

 

FAQ: le risposte alle tue domande

1. Quali sono i primi passi per avviare un'attività in Italia?

Per avviare un’attività in Italia è necessario seguire un percorso preciso che parte dalla definizione dell’idea imprenditoriale fino alla gestione degli adempimenti burocratici. È fondamentale valutare attentamente il proprio progetto d’impresa, analizzare il mercato e redigere un business plan che tenga conto di investimenti, costi, ricavi attesi e obiettivi. Dopo questa fase iniziale, si passa alla scelta della forma giuridica più idonea (come ditta individuale, SRL o SRLS) e all’apertura della partita IVA. Vanno poi completate l’iscrizione al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio, la comunicazione di inizio attività (SCIA) al Comune e la registrazione presso INPS e, se necessario, INAIL. Farsi affiancare da un professionista esperto può rendere il processo più semplice, rapido e conforme alle normative vigenti.

2. Quali sono le forme giuridiche più comuni per una nuova impresa e come scegliere quella giusta?

Le forme giuridiche disponibili per chi vuole avviare una nuova attività in Italia sono molteplici, ma le più comuni sono la ditta individuale, la società a responsabilità limitata (SRL) e la società a responsabilità limitata semplificata (SRLS). La scelta della forma giuridica più adatta dipende da vari fattori, come la quantità di capitale iniziale disponibile, il grado di responsabilità personale che si è disposti ad assumere, le prospettive di crescita dell’attività, le esigenze fiscali e il numero di soci coinvolti. È fondamentale valutare attentamente ogni opzione con il supporto di un commercialista, poiché da questa decisione dipendono gli obblighi contabili, fiscali e giuridici futuri dell’impresa.

3. È possibile avviare un'attività con un budget limitato?

Sì, è assolutamente possibile iniziare un’attività anche con un budget ridotto, purché si scelga un modello di business compatibile con un investimento iniziale contenuto. Alcuni esempi includono le attività online, le professioni freelance o i servizi di consulenza, dove spesso non è necessario disporre di un ufficio fisico o di costose attrezzature. Inoltre, esistono diversi strumenti a supporto degli aspiranti imprenditori, come agevolazioni fiscali, bandi pubblici e contributi a fondo perduto, rivolti in particolare a giovani, donne e start-up innovative. Valutare attentamente i costi fissi e variabili, e pianificare le spese in modo oculato, è essenziale per costruire un’attività sostenibile anche in presenza di risorse economiche iniziali limitate.

4. Come posso trovare un’idea imprenditoriale adatta alle mie competenze e al mercato?

Trovare un’idea imprenditoriale valida non significa solo cercare qualcosa di innovativo, ma soprattutto qualcosa che rispecchi le proprie capacità, passioni ed esperienze pregresse. È utile partire da un’autoanalisi: quali problemi ti piacerebbe risolvere? In quali ambiti ti senti competente? A partire da queste domande si può costruire un’idea che sia non solo originale, ma anche fattibile e coerente con il proprio profilo personale e professionale. Contestualmente, è essenziale osservare il mercato: capire quali bisogni non sono ancora stati soddisfatti, quali servizi mancano in una certa area geografica, o quali tendenze stanno emergendo a livello nazionale e globale. L’incontro tra attitudine personale e domanda di mercato è la base più solida per sviluppare un progetto imprenditoriale duraturo.

5. Quali sono i vantaggi di affidarsi a un commercialista per avviare un'attività?

Affidarsi a un commercialista esperto fin dall’inizio del percorso imprenditoriale rappresenta una scelta strategica per evitare errori e ottimizzare ogni fase dell’avvio dell’attività. Il commercialista può guidare l’imprenditore nella scelta della forma giuridica più adatta, fornendo una valutazione personalizzata sulla base di esigenze fiscali, patrimoniali e operative. Inoltre, è in grado di occuparsi di tutte le pratiche burocratiche necessarie, come apertura della partita IVA, iscrizioni agli enti previdenziali e comunicazioni agli enti pubblici. Ma non solo: grazie alla sua esperienza, il commercialista può consigliare le migliori opportunità fiscali disponibili e offrire assistenza nella gestione ordinaria e straordinaria dell’impresa, contribuendo a costruire una base solida e conforme alla normativa per lo sviluppo dell’attività.

6. Quali sono le difficoltà più comuni che si incontrano nell’avviare un’attività?

Avviare un’attività comporta inevitabilmente una serie di difficoltà, soprattutto per chi si affaccia per la prima volta al mondo imprenditoriale. Tra gli ostacoli più comuni vi sono la burocrazia complessa, che può risultare difficile da gestire senza il supporto di un professionista, e la mancanza di esperienza gestionale, che può portare a sottovalutare costi o tempistiche. Anche la scarsa conoscenza del mercato di riferimento o l’assenza di una pianificazione finanziaria solida sono criticità frequenti che rischiano di compromettere la sostenibilità del progetto. Altre difficoltà possono riguardare la scelta del regime fiscale più conveniente, la gestione della contabilità, o il reperimento delle risorse economiche per l’investimento iniziale. Affrontare questi aspetti con consapevolezza, supportati da un consulente esperto, può fare la differenza tra un’attività che decolla e una che fatica a partire.

7. Come posso valutare se la mia idea imprenditoriale è valida?

Per valutare la validità di un’idea imprenditoriale è necessario affrontare un’analisi approfondita sotto diversi punti di vista. Bisogna verificare se esiste una reale domanda per il prodotto o servizio offerto, definire con precisione il target di clientela, studiare la concorrenza e valutare il posizionamento di mercato. È importante anche stimare i costi di avviamento e gestione, e ipotizzare i ricavi potenziali in modo realistico. Strumenti come il business plan, l’analisi SWOT e la definizione del valore aggiunto dell’offerta sono fondamentali per ottenere una visione d’insieme e prendere decisioni consapevoli. Avere un’idea è il punto di partenza, ma verificarne la sostenibilità economica e la coerenza con il contesto di mercato è ciò che fa la differenza tra una buona intuizione e una vera opportunità imprenditoriale.

8. Serve per forza una figura esperta per gestire la burocrazia quando si apre un’attività?

Pur non essendo sempre obbligatorio, affidarsi a un esperto per gestire la burocrazia all’avvio di un’attività è fortemente consigliato. Gli adempimenti iniziali — come l’apertura della partita IVA, l’iscrizione al Registro delle Imprese, la comunicazione al Comune (SCIA), l’iscrizione all’INPS e, se previsto, all’INAIL — richiedono precisione, tempi stretti e conoscenze tecniche. Un errore o un ritardo può comportare sanzioni o ritardi nell’inizio dell’attività. Un professionista, come un commercialista o un consulente d’impresa, conosce le procedure, i documenti richiesti e le eventuali esenzioni o agevolazioni disponibili, rendendo l’intero processo molto più fluido e sicuro. Inoltre, può suggerire il regime fiscale più adatto e semplificare la vita dell’imprenditore già dal primo giorno.