Apertura Partita Iva Regime Forfettario: come si fa?

Apertura Partita Iva Regime Forfettario

Apertura Partita Iva Regime Forfettario: Guida Completa 2024

Il regime forfettario rappresenta una delle opzioni più vantaggiose per chi decide di avviare un’attività economica in Italia, soprattutto per i piccoli imprenditori, i liberi professionisti e chiunque stia considerando l’apertura di una Partita Iva. Questo regime fiscale, aggiornato alle normative del 2024, offre una serie di benefici che lo rendono particolarmente attraente. In questo articolo, esploreremo in dettaglio tutti gli aspetti del regime forfettario, dai vantaggi alle aliquote applicate, chi può accedere, i limiti imposti, gli obblighi fiscali e contributivi, fino all’obbligo di fatturazione elettronica introdotto di recente.

Vantaggi e Aliquote del Regime Forfettario 2024

Il regime forfettario si distingue per i suoi numerosi vantaggi, che lo rendono una scelta privilegiata per molti. Uno dei principali benefici è l’applicazione di un’aliquota agevolata sul reddito imponibile, che per il 2024 è fissata al 15%, riducibile al 5% per i primi cinque anni di attività, a condizione che si tratti di nuove iniziative imprenditoriali o professionali. Queste aliquote ridotte consentono un notevole risparmio fiscale rispetto al regime ordinario, dove l’aliquota IRPEF può salire fino al 43%.Un altro vantaggio significativo è l’esonero dall’IVA. I soggetti in regime forfettario non sono tenuti a versare l’IVA né a applicarla sulle fatture emesse, semplificando notevolmente la gestione amministrativa e contabile dell’attività. Inoltre, sono esonerati da numerosi adempimenti burocratici, come la registrazione e la conservazione delle fatture emesse e ricevute, nonché dalla presentazione della dichiarazione annuale IVA.

L’accesso al regime forfettario è riservato alle persone fisiche che esercitano attività d’impresa, arti o professioni, incluse le imprese familiari, con ricavi o compensi annui che non superano gli 85.000 euro. È importante sottolineare che il superamento di questa soglia non comporta l’immediata esclusione dal regime, ma pone il contribuente in una condizione di transizione verso il regime ordinario, a meno che i ricavi non superino i 100.000 euro, caso in cui l’esclusione è immediata.

Nonostante le semplificazioni, i soggetti in regime forfettario sono tenuti al versamento di contributi previdenziali, calcolati in base al reddito imponibile e soggetti a una riduzione del 35% per i nuovi iscritti. Inoltre, devono rispettare gli obblighi dichiarativi annuali, presentando la dichiarazione dei redditi con modalità semplificate rispetto al regime ordinario.

 

Fatturazione Elettronica nel Regime Forfettario

A partire dal 1° gennaio 2024, l’obbligo di fatturazione elettronica è stato esteso a tutti i contribuenti in regime forfettario, attuando le disposizioni del Decreto Legge n.36/2022. Questa estensione dell’obbligo rappresenta una svolta significativa nel panorama fiscale italiano, in quanto fino al 2023 i contribuenti forfettari potevano scegliere se aderire o meno a questo sistema, con un’esenzione per coloro che non superavano i 25.000 euro di ricavi o compensi. Il Decreto-legge 36/2022, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale numero 100 del 30 aprile 2022, ha introdotto questa novità, che è stata poi convertita nella Legge 79/2022. In particolare, dal 1° luglio 2022, l’obbligo di fatturazione elettronica era già stato esteso ai contribuenti forfettari che avevano percepito ricavi o compensi superiori a 25.000 euro nell’anno precedente. Con l’arrivo del 2024, anche i soggetti che erano rimasti al di sotto di questa soglia sono stati inclusi nell’obbligo.

La fatturazione elettronica per i forfettari comporta l’emissione di documenti contabili in formato elettronico, che devono essere inviati attraverso il Sistema di Interscambio (SdI). Questo sistema permette di trasmettere le fatture elettroniche alla pubblica amministrazione destinataria e all’Agenzia delle Entrate, garantendo così la tracciabilità delle operazioni e la correttezza delle informazioni.  Per emettere fattura elettronica, i contribuenti forfettari devono utilizzare un software che codifichi la fattura in formato XML e la invii al SdI. Esistono diversi software disponibili sul mercato, alcuni dei quali gratuiti, altri a pagamento, ma tutti devono garantire la conformità alle regole stabilite dalla normativa.

Sanzioni Previste

Le sanzioni previste in caso di tardiva o mancata emissione della fattura elettronica variano tra il 5 e il 10% dell’imposta relativa all’imponibile non correttamente documentato. Queste sanzioni sono definite dall’art. 6 del D.lgs n. 471/1997 e possono variare in base alla tipologia e alla tempistica di emissione della fattura elettronica.Inoltre, i contribuenti forfettari devono rispettare specifiche tempistiche di emissione per le fatture elettroniche e assicurarsi di ricevere e conservare le fatture elettroniche dai fornitori, rispettando le regole previste per la loro conservazione. La conservazione delle fatture elettroniche deve avvenire secondo le modalità previste dalla normativa, che include l’uso di PEC, l’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate o l’utilizzo di software di fatturazione come soluzione integrata.

Questo cambiamento normativo mira a incrementare la trasparenza e a ridurre le possibilità di evasione fiscale, inserendosi nel più ampio contesto del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). La digitalizzazione della fatturazione rappresenta un passo importante verso la modernizzazione del sistema fiscale e la semplificazione degli adempimenti per i contribuenti

Se vuoi approfondire il tema e prenotare una consulenza, CLICCA QUI!

  Comments: None

Commenta ora

Confermo di acconsentire al trattamento dei dati personali ai sensi dell'art. 13 del D.Lgs. 196/03 e dell'art. 13 del Regolamento UE 679/16 e di aver preso preso visione dell'informativa privacy.