Amazon FBA quanto costa?

AMAZON FBA QUANTO COSTA

QUANTO COSTA SVOLGERE L’ATTIVITÀ DI VENDITA SU AMAZON FBA? QUALI SONO LE PERCENTUALI DI TASSAZIONE APPLICATE?

In questo articolo andremo a capire insieme quanto costa, in termini di tassazione, vendere su Amazon FBA e come variano le tasse nei diversi regimi.

In particolare vedremo:

  • Come sono definite le percentuali di tassazione da applicare
  • Le tasse che deve pagare chi adotta il regime forfettario
  • La tassazione se si adotta il regime della ditta invidiale o delle società di persone
  • Le tasse dovute se si adotta il regime delle società di capitali

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COME SONO DEFINITE LE PERCENTUALI DI TASSAZIONE DA APPLICARE

Il reddito è tassato utilizzando le percentuali applicate dal paese o dai paesi in cui esso è prodotto.

Se si decide di aprire ad esempio una società all’estero, ma l’attività è effettivamente svolta in Italia, le tasse da pagare saranno calcolate utilizzando le percentuali italiane.

Nel caso in cui invece è prodotto sia reddito in Italia sia all’estero, i due redditi saranno sottoposti ad una tassazione diversa. Entrambi saranno però comunque tassati utilizzando le percentuali dei paesi in cui i redditi sono prodotti.

È quindi necessario, per poter avere una tassazione privilegiata, trasferirsi effettivamente nei diversi Paesi, non basta quindi solo trasferire la sede dell’attività.

Infine, non bisogna dare per scontato che la tassazione in Italia è sempre alta, infatti le tasse da pagare dipendono dal regime fiscale adottato.

I regimi fiscali che si possono adottare sono stanzialmente quattro e sono: il regime forfettario, il regime della ditta individuale e delle società di persone e il regime delle società di capitali.

Il regime che prevede sicuramente delle percentuali di tassazione molto basse è il regime forfettario, mentre gli altri due regimi applicano delle percentuali maggiori.

LE TASSE CHE DEVE PAGARE CHI ADOTTA IL REGIME FORFETTARIO

Nel regime forfettario la base imponibile è definita calcolando il 40% del fatturato realizzato e togliendo da tale risultato l’importo dei contributi previdenziali versati.

È da specificare inoltre che chi è iscritto alla Gestione Commercianti INPS, come nel caso di chi vende su Amazon FBA, è tenuto a pagare dei contributi minimi obbligatori. Tali contributi sono indipendenti dal fatturato realizzato, ma è tuttavia possibile chiedere uno sconto, se si adotta il regime forfettario, oppure l’esenzione dal pagamento.

Il regime forfettario permette di diminuire l’importo dei contributi minimi obbligatori nella misura del 35%. Se invece chi svolge l’attività è anche lavoratore dipendente a tempo pieno, quest’ultimo può chiedere di essere esonerato dal pagamento, in quanto è lo stesso datore di lavoro a versarli per lui.

Le tasse da pagare, previste dal regime, possono essere in misura del 5%, in caso di start up, oppure del 15%. È da specificare che può essere considerata una start up quell’attività svolta da un soggetto che: o non ha mai aperto la Partita IVA oppure non la avuta nei tre anni precedenti.

LA TASSAZIONE SE SI ADOTTA IL REGIME DELLA DITTA INDIVIDUALE O DELLE SOCIETÀ DI PERSONE

È possibile poi adottare il regime della ditta individuale e delle società di persone. I due regimi hanno però delle caratteristiche differenti, infatti nel primo caso la Partita IVA è individuale, mentre nel secondo vi possono essere uno o più soci.

Seppure diversi tra loro i due regimi sono uguali in termini di tasse da pagare, sia per chi vende su Amazon FBA ma anche in generale. La tassazione è a scaglioni IRPEF, vale a dire che all’aumentare del reddito aumentano le tasse da pagare.

Le percentuali di tassazione che sono applicate in base al reddito sono cinque, ovvero: il 23%, il 25%, il 35% e il 43%.

Il primo scaglione di reddito interessa gli importi inferiori a € 15.000 e su tali redditi è applicato il 23%. Il secondo scaglione si riferisce ai redditi che partono da € 15.001 fino a € 28.000 e si applica la seconda percentuale. Il 35% è applicato sui redditi che partono da € 28.001€ fino a € 50.000. Infine l’ultimo scaglione di reddito interessa redditi superiori a € 50.001 e si applica come aliquota di tassazione il 43%.

Essendo però una tassazione a scaglioni, se ad esempio si percepisce come reddito complessivo € 20.000, verrà calcolato il 23% su € 15.000 e sulla restante parte, vale a dire € 5000, il 25%.

A differenza poi del regime forfettario, l’importo da sottoporre a tassazione, non è più pari al 40% del fatturato al netto dei contributi versati, ma è l’effettiva differenza che vi è tra i ricavi e i costi.

LE TASSE DOVUTE SE SI ADOTTA IL REGIME DELLE SOCIETÀ DI CAPITALI

L’ultimo regime che si può adottare è quello delle società di capitali, anche se, per la sua gestione più complessa, tale regime è molto più costoso in termini di adempimenti.

Le tasse da pagare in questo regime sono in percentuale fissa e sono due, ovvero l’IRES e l’IRAP. La percentuale dell’IRES è il 24% mentre quella dell’IRAP è il 3,9%.

Il regime delle società di capitali è sicuramente un regime che interessa soprattutto chi ha un volume d’affari abbastanza elevato. Tuttavia però tale regime prevede una tassazione aggiuntiva nel momento in cui si va a distribuire o prelevare gli utili. La percentuale che viene applicata, se si prende tale decisione, è pari al 26%.

Nel caso in cui invece l’utile, o comunque i guadagni realizzati, sono percepiti sotto forma di compenso, questi verranno assoggettati a tassazione a scaglioni IRPEF, il motivo è legato al fatto che i redditi percepiti vengono considerati come redditi persone fisiche.

Infine il regime delle società di capitali permette, inserendo una serie di spese in contabilità, di diminuire il reddito da sottoporre a tassazione.

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