Amazon FBA e tasse: cosa pagare?

Amazon FBA e tasse: cosa pagare?

AMAZON FBA E TASSE: COSA PAGARE? SCOPRI QUALI SONO LE IMPOSTE PER LA TUA ATTIVITA’

Amazon FBA e tasse: cosa pagare esattamente? Cerchiamo di capire quanto effettivamente pesa la tassazione dei venditori su Amazon. Vediamo, caso per caso, tutte le tasse che deve pagare chi ha deciso di vendere i propri prodotti su Amazon.

In questo articolo ti spiegheremo:

  • Nuovo scenario fiscale: conviene ancora vendere in Italia?
  • Le tasse sono uguali per tutti?
  • Regime Forfettario
  • Ditta individuale e Società di persone
  • Società di capitali

Se invece hai già le idee chiare sull’argomento Amazon FBA e tasse ed hai bisogno di una consulenza fiscale con noi clicca qui. 

NUOVO SCENARIO FISCALE: CONVIENE ANCORA VENDERE IN ITALIA?

Se ti stai approcciando al tema Amazon FBA e tasse, vediamo insieme se conviene ancora restare in Italia a livello di tasse. In Italia ci sono delle situazioni che prevedono una tassazione molto interessante e competitiva rispetto ad altri Paesi. Non c’è una situazione in cui non si pagano tasse, ma se ne possono pagare poche. Il carico fiscale può essere molto abbassato, con l’aiuto di un bravo commercialista.

Premesso che un commercialista italiano non apre Partite Iva estere, capiamo dove si è tassati. È inutile ragionare di aprire Società all’estero restando in Italia. Questo perché non avresti dei vantaggi fiscali. Vale il principio di attrazione del reddito in base a dove viene prodotto. Se con una Società estera generi un reddito in Italia, verrà applicata la tassazione italiana. Per subire la tassazione di quel Paese, l’unica possibilità è quella di trasferirsi. Il reddito è tassato in base a dove è prodotto. Premesso quindi che tu svolga l’attività dall’Italia, vediamo di seguito la tassazione prevista in base al Regime in cui ti trovi.

LE TASSE SONO UGUALI PER TUTTI?

Di seguito approfondiamo l’argomento “Amazon FBA e tasse”, e vediamo quali sono gli adempimenti fiscali necessari per ogni Regime. Le tasse in Italia non sono infatti uguali per tutti. Inoltre, una premessa importante è la seguente: per vendere su Amazon è fondamentale avere la Partita Iva. Quando si apre la Partita Iva è possibile renderla attiva fin da subito, oppure lasciarla inattiva. Con Partita Iva attiva si inizia a vendere e quindi a versare i contributi. In una fase iniziale, in cui le vendite non sono ancora previste, potrebbe essere utile tenerla inattiva. In questo modo è possibile relazionarsi con i fornitori, ma si evita di versare i contributi. Quando si decide di iniziare a vendere è sufficiente renderla attiva. In certi casi è bene aprirla fin da subito per non perdere le varie spese che si sostengono nella fase preliminare.

REGIME FORFETTARIO

Il Forfettario è un Regime che prevede un limite di fatturato annuo di € 65.000. Superata tale soglia, si passa al Regime Semplificato nell’anno successivo. Il Forfettario prevede i seguenti vantaggi. L’Iva non c’è, ovvero non viene addebitata sulle vendite e non viene recuperata dagli acquisti. È possibile chiedere uno sconto sui contributi INPS del 35%. Si arriva in questo modo a versare € 654,83 ogni tre mesi. Prevede inoltre un meccanismo particolare di tassazione, calcolata su un margine imposto. Si calcola il 40% sul fatturato, e togliendo i contributi si ottiene il reddito imponibile (fatturato * 40% – contributi = reddito imponibile).

Permette inoltre di pagare un’imposta agevolata del 5% per le Start Up. L’aliquota standard è invece pari al 15%. In ogni caso, si tratta di una tassazione nettamente inferiore rispetto ad una Ditta individuale oppure una Società. Mediante il seguente esempio, capiamo come calcolare le tasse da pagare. Ipotizziamo di fatturare 10.000 euro, e di pagare 2.500 euro di contributi. Il fatturato è da moltiplicare per il margine imposto (€ 10.000 * 40% = € 4.000). Dal risultato ottenuto, togliamo i contributi versati (€ 4.000 – € 2.500 = € 1.500). Moltiplichiamo ora il risultato per la percentuale di tassazione prevista (€ 1.500 * 5% = € 75). Otteniamo così una tassazione irrisoria, 75 euro su 10.000 euro di fatturato.

DITTA INDIVIDUALE E SOCIETÀ DI PERSONE

La Ditta individuale e la Società di persone prevedono la stessa tassazione. Si passa ad una Società di persone quanto l’attività viene svolta da più persone, oppure se è stato superato il limite di fatturato previsto per il Forfettario. In questo Regime si ha una tassazione a scaglioni IRPEF: all’aumentare del reddito si pagano più tasse. Le tasse vengono calcolate sul margine reale. Vi è un vantaggio in termini di costi rispetto alla Società di capitali. Tutto quello che si ha a disposizione come introito, può essere considerato come proprio stipendio. A differenza dal Forfettario, tutte le spese relative all’attività possono essere spesate. Vediamo di seguito le percentuali di tassazione, collegate alle varie fasce di reddito:

  • fino a 15.000 euro – 23%
  • a partire da 15.001 fino a 28.000 euro – 25%
  • da 28.001 fino a 50.000 euro – 35%
  • oltre 50.001 euro – 43%

SOCIETÀ DI CAPITALI

Come alternativa si può adottare la Società di capitali, ovvero una SRL oppure una SRLS. Rispetto alla SRL tradizionale, con la SRLS si risparmiano dei costi solo in fase di apertura, poiché non viene pagato il notaio a fronte di uno Statuto preimpostato, che non può quindi essere personalizzato rispetto alla SRL. Questo tipo di Società richiede una gestione più formale. La tassazione è fissa ed indipendente dal reddito. Si versano le seguenti tasse:

  • IRES (Imposta sul Reddito delle Società) al 24%
  • IRAP (Imposta Regionale sulle Attività Produttive) al 3,9%.

Quest’ultima è un’imposta specifica che finanzia la Regione. Ogni Regione può quindi variare la percentuale della tassa IRAP, in base anche al settore di riferimento.

I dividendi, ovvero quello che resta dopo la tassazione, possono essere prelevati come persona fisica, con un’ulteriore tassazione del 26%. In alternativa, la marginalità può essere corrisposta sotto forma di busta paga, come socio lavoratore oppure come amministratore. In questo caso si effettua la Dichiarazione dei redditi come dipendente, con relativa tassazione delle persone fisiche, che varia dal 23% al 43%. È prevista inoltre la possibilità di reinvestire gli utili e lasciarli all’interno della Società. Si evita così un’ulteriore tassazione.

Con la Società di capitali vi è la possibilità di un’ottimizzazione fiscale migliore rispetto ad una Ditta individuale. Vi è la possibilità infatti di utilizzare strumenti legali che permettono di abbattere il carico fiscale. Alcuni esempi riguardano i rimborsi spese e l’affitto del marchio. È infatti possibile registrare il marchio come persona fisica e cederlo in affitto alla Società. Sono tecniche che permettono, a parità di altri fattori, di avere un reddito imponibile più basso rispetto ad una Ditta individuale.

Con la Società di capitali si inizia a lavorare bene con un fatturato maggiore di 150.000 euro. In questo Regime si hanno più costi, ma sono ottimizzati, in modo da impattare bene per avere un minor carico fiscale.

È necessario quindi fare un ragionamento in termini di convenienza. Bisogna valutare il fatturato e la marginalità della propria realtà. Ogni Regime paga quindi tasse diverse. Bisogna valutare la propria situazione per capire quale soluzione è migliore per ogni singola realtà.

Qui puoi trovare maggiori informazioni in merito al calcolo delle aliquote IRPEF.

Guarda questo video se vuoi approfondire il tema “Amazon FBA e tasse: cosa pagare?”

  Comments: None

Commenta ora

Confermo di acconsentire al trattamento dei dati personali ai sensi dell'art. 13 del D.Lgs. 196/03 e dell'art. 13 del Regolamento UE 679/16 e di aver preso preso visione dell'informativa privacy.